The Coherence Hour

Una sera, una sede, il tempo di accorgersi di cosa fa il corpo prima che la testa spieghi.

60′
netti
20′ + 20′
prima e dopo
Sara Anna Bocchino in piedi in un vagone della metropolitana pieno di persone, ferma mentre intorno tutto si muove.

Com’è fatta

Sessanta minuti netti, in sedi scelte una per una. Si arriva venti minuti prima, perché arrivare non è entrare da una porta, e si resta venti minuti dopo, perché quello che si è visto ha bisogno di un momento.

Non c’è nessun giro in plenaria. Si lavora a coppie: in una stanza dove parla uno alla volta davanti a tutti, parla sempre la stessa persona e gli altri smettono di esserci.

Cosa si fa

Si guarda l’ordine in cui succedono le cose: il segnale che arriva dal corpo, il nome che gli si dà, il modo di regolarlo, e solo dopo la scelta. In quest’ordine e in nessun altro.

Si finisce in orario. Sempre.

Cosa porti a casa

Il quaderno della serata, compreso nel biglietto. Non è un omaggio e non si scarica: si prende in mano quella sera, e resta l’ordine di quello che è successo.